nutrizione

Dieta Mediterranea? Sì, grazie!

slide“Da Lunedì mi metto a dieta!”: tutti almeno una volta nella vita abbiamo pronunciato o ascoltato questa frase.
Ma esattamente cosa si intende per “dieta?
Oggi, una parola tanto usata e demonizzata, nella maggior parte dei casi infatti, lo stare a dieta viene erroneamente inteso come un regime alimentare finalizzato ad ottenere una perdita di peso, una restrizione, una privazione di cibo.

Il termine “dieta” deriva dal greco diaita “modo di vivere” e dal latino dies “giorno”. Nell’antica tradizione medicinale della Grecia la dieta era intesa come uno stile di vita, un modus vivendi volto alla salute, prevedeva regole che disciplinavano ogni aspetto della vita quotidiana: dall’alimentazione, all’esercizio fisico, al riposo. Non era una terapia dimagrante straordinaria, ma un ordine da osservare con diligenza per aver cura costante della propria vita. La dieta dovrebbe essere, inoltre, l’espressione delle tradizioni e della cultura di una comunità e ancora uno strumento di relazione umana e di convivialità. 

La Dieta Mediterranea è, senza dubbio, il regime alimentare più completo, apprezzato e seguito al mondo.
Il concetto di Dieta Mediterranea origina dal “Seven Countries Study” condotto dal biologo e fisiologo Ancel Keys negli anni ‘50. Questo studio, metteva a confronto i regimi alimentari di 12.000 persone di età compresa tra i 40 e i 59 anni, residenti in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia).
I primi risultati furono sorprendenti poiché evidenziarono bassi tassi di incidenza di mortalità e  bassi tassi di incidenza di malattie cardiovascolari a favore dei paesi che si affacciavano sul bacino del Mediterraneo rispetto alle popolazioni del Nord Europa o dell’America che, consumavano quotidianamente una maggiore percentuale di grassi saturi. Infatti, tanto più l’alimentazione dei soggetti analizzati si discostava da quella mediterranea tanto maggiore era l’incidenza di eventi cardiovascolari e neoplasie.

La definizione di Dieta Mediterranea non è univoca, dato che nell’area mediterranea coesistono paesi con differenti bagagli culturali, differenti radici etniche e religiose, diversi status sociali ed economici e diversa produzione agricola, che comportano scelte alimentari differenti. Non esiste, infatti, una singola “Dieta Mediterranea”, ma un comune pattern dietetico “mediterraneo” che presenta queste caratteristiche principali:menu-settimanale-dieta

  • abbondanza di cibi di origine vegetale ( frutta, verdura, cereali e grano integrale, noci e legumi);
  • olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi;
  • pesce, pollame consumati in quantità medio-basse;
  • moderato consumo di prodotti caseari ( specialmente latte e yogurt);
  • basso consumo di carne rossa;
  • moderato consumo di vino;
  • uso regolare di erbe aromatiche che permettono di creare una dieta di ottimo sapore e di grande appetibilità, riducendo il bisogno di usare sale e condimenti grassi in quantità eccessiva;

Accanto alle indicazioni alimentari non bisogna dimenticare altri due aspetti di fondamentale importanza, spesso dimenticati quando si parla di Dieta Mediterranea: attività fisica e frugalità.
Il contadino e l’operaio dei decenni passati lavorava manualmente tutti i giorni e si spostava per lo più a piedi o con mezzi di locomozione non motorizzati, dunque il movimento e l’attività fisica erano elementi all’ordine del giorno e necessari per la sopravvivenza. Nella società odierna, la sedentarietà è un “brutto male”, che può “essere curato” senza dover battere il record della corsa o “ammazzarsi” ore ed ore in palestra. Non ci sono scuse, basta uscire di casa, camminare, muoversi.
La frugalità è intesa come parsimonia nell’utilizzo delle risorse alimentari.
La Dieta Mediterranea riguardava una parte povera della popolazione alla quale mancavano molte risorse economiche, prevedeva quindi spesso un piatto unico, caratterizzato dall’unione del primo piatto col secondo e cibi a basso costo.
In passato era sicuramente una frugalità forzata, la nostra invece, può e deve essere una scelta di salute e di benessere. 

Nel novembre 2010, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un bene di straordinario valore e per questo da difendere e tutelare al pari di bellezze naturali o storiche.

 

Fonti:
Katherine Esposito, Un viaggio nella dieta mediterranea: scienza, salute e sicurezza
http://www.dietamedunesco.it/dieta-mediterranea/la-dieta-mediterranea-unescohttps://www.sevencountriesstudy.com/

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